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#20 I brevetti del tatà

Da sempre il legno fa da padrone come materiale principale di un tatà; ma ciò che molti non pensano è la difficolta di preservare tale legno. Il brevetto n°   US3968276A   del 1974 di William R. Allen intitolato " Process for the preventetion of wood" è un esempio dei continui sforzi dell'umanità di rendere qualcosa dotato di un periodo di decadenza immutabile nel tempo. Un altro componente importante di un tat sono le ruote. Per ottenerle il più rotondeggianti possibile oggigiorno si usa un tornio meccanico. Il brevetto n°   US2003A    ruot del 1941 di N. Peters intitolato "Improvment in horizontal windivhlls" si tratta di un antenato del tornio moderno che sfrutta la forza del vento per far ruotare il pezzo di legno. A ogni rivoluzione del mulino consisteva mezza rivoluzione del tornio.

#6 Le origini

Per scoprire da dove deriva il nome del paese vi è bisogno di fare un salto temporale di qualche millenio nel passato, e ciò nonostante, non si è sicuri delle sue origini. Le prime fonti scritte che parlano dell'abitato provengono da la Tabula Peuntigeriana , l' Itinerarium Antonini e dall' Anonimo Ravennate dove viene indicato rispettivamente Utricio, Vitricium e Bitricium. Tabula Peuntigeriana, è possibile leggere Utricio nel centro sinistra, vicino alla mansio Augusta Praetoria (Aosta) Una tesi vuole che sia proprio Vitricium l'origine del nome Verrès. Si pensa che già all'epoca romana ci fosse una fabbrica di vetro sulle sponde del fiume della  mansio romana, il che spiegherebbe i numerosi reperti di vetro romano ritrovati in Valle d'Aosta e l'origine del nome Verrès che in francese vuol dire bicchiere. Diversamente secondo altri studiosi i differenti nomi del paese nelle tre carte romane fanno pensare a refusi di trascrizione dove la ...

#4 Leggendo qua e là

In "La brambilla" si può leggere di una delle prime lettere inidirizzate al sindaco Giuseppe Agosti, nel 1906, da parte di un direttore di un cotonificio di Monza dove illustra il progetto ambizioso: " di deviare tutta l'acqua dell'Évançon a qualche km da Isollaz [...] per restituirla sul piano di fronte alla stazione di Verrès. Con tale salto svilupperebbe circa 6000 HP che destinerebbe a un'industria elettro-metallurgica ... " Da "La brambilla", Ezia Bovo e Ezio Alliod, Musumeci editore, 2007; pagina 61 Essendo aspirante ingegnere energetico, leggendo qua e là, l'occhio mi cade facilmente sugli aspetti tecnici delle cose, andando a perdere molta della "magia" che permea le cose. Avendo studiato come imbrigliare i corsi d'acqua e sfruttarli per ottenere energia mi rendo conto di quanto audace fosse il progetto, considerando che a quel tempo , in quel di Verrès vi erano solamente 900 persone e tutte contadini. La manodoper...